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Addio X Factor, cronaca di una morte annunciata

di Simone Cosimi 

L'avevamo detto e ridetto. Ripetuto a squarciagola, fino a comprometterci la favella: la quarta sarebbe stata anche l'ultima edizione di X Factor. Non solo era nell'aere, ma nella stessa dinamica della trasmissione. Un farraginoso carrozzone costretto a sferrare pugni a vuoto su due fronti: quello interno, fiaccato da un quartetto imbarazzante di giudici e un cast sotto la media, e quello esterno, alle prese con una controprogrammazione clamorosa. Due soli nomi: Elio e Nathalie Giannitrapani, dal 2010 non ci portiamo appresso chissà cos'altro. Con Morgan il talent show era un happening a cristalli liquidi, con Lady Tata una pigiama party fra tredicenni innamorate di Zack Morris, lo spaccone di Bayside school. C'è un abisso in mezzo.

A darci ragione arriva ora Massimo Liofredi, direttore di Raidue che, ferma restando la decisione definitiva del direttore generale, fa capire che fosse per lui il talent show sarebbe già finito da un pezzo a Malagrotta (per i non romani vedere alla voce monnezza): 'Il prodotto era godibile e il marchio forte, però l'azienda deve confrontarsi con dei tagli di budget enormi - ha dichiarato al sito Davidemaggio.it - come direttore di rete devo rivisitare le possibilità e le opportunità del budget di RaiDue cercando soluzioni diverse. Con spazi economici differenti, possiamo trovare formati che ci diano la stessa soddisfazione. Potrei metterci mano io stesso'. Insomma, il giocattolone di Dj Francesco, il programma che ha regalato al mondo Giusy Ferreri e gli Aram quartet, cominciava a costare più di quanto rendesse. Era ora di rimetterlo nella sua scatola e riportarlo al tenero giocattolaio per cercare qualcosa di più adatto ai tempi bui che stiamo vivendo.

D'altronde il capzioso quanto inatteso cambio di casacca di Mara Maionchi, andata ad affiancarsi all'oceanica Platinette sui banchi di Amici – una coppia d'avanspettacolo d'inizio secolo – non è stato certo un salto nel buio. Anzi: la zia Mara è lestamente migrata a Mediaset portando in dote a Maria De Filippi lo scettro di califfa del talento emergente sul piccolo schermo. Spaventoso ma vero. Soprattutto se si pensa che il gruppo di aspiranti cantanti targati Amici svetta da sempre per l'assoluta inconsistenza (altro discorso la popolarità teleguidata). Almeno da X Factor è uscito Marco Mengoni, il Prince di Ronciglione che tanto lustro dà a tutto il viterbese.

Dalla Rai tentano di zittire il già solitamente silente Liofredi: 'Come tutte le trasmissioni del palinsesto della prossima stagione - dicono dalla direzione generale dell'azienda di Stato - i direttori di rete dovranno presentare alla direzione generale le loro proposte', che quindi il dg dovrà 'valutare nel migliore interesse dell'azienda e in quest'ottica proporle al Cda'. Ora, non si sa perché ma diversi articoli on line sostengono che qualche speranza possa ancora esserci. Ma se la prassi è quella esposta da viale Mazzini, e Liofredi non ha preso l'influenza suina, è evidente che non abbia e non avrà alcuna intenzione di presentare il progetto per la quinta edizione al dg Mauro Masi. Insomma, se il primo a non crederci è il capoccia della rete, difficile che la musica batta ancora sul Due.

Se il clan Celentano (quello dell'odiosa insegnante di danza, non del molleggiato) se la ride di gran gusto, anche il pubblico, orfano del talent show, avrà però di che rallegrarsi. Su il morale tr(i)ppa: è vero che non potremo più fare l'una e un quarto di notte violentandoci le orecchie fra un gargarismo di Nevruz e una lagna di Tomassini, ma almeno avremo ancora fra noi Francesco Facchinetti. A quanto pare, il direttore vorrebbe spedirlo dritto dritto in galera, a condurre un programma 'basato sulla storia di alcuni ragazzi che hanno avuto a che fare con la legge e che vivranno per uno o due giorni in carcere con un condannato di lungo periodo. L'obiettivo è far capire loro cosa hanno rischiato nella vita, portando un esempio positivo all'esterno'. Titolo: Sbarre.

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