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X Factor, il falò delle vanità

 di Simone Cosimi

L'impressione – la prima, quella più perfettibile e però anche la più onesta, perché sputata col tè e le Gocciole ancora in mezzo ai denti – è che X Factor 3 sia un carrozzone ancora farraginoso. Televisivamente parlando, sconta la défaillance di un'autentica leonessa del piccolo schermo: ieri sera, nel corso di una lunghissima prima puntata, è stato lampante come sostituire Simona Ventura sia impossibile, tenendo le bocce ferme. Era quella che dava il ritmo, la direttrice d'orchestra e al contempo la conoscitrice dei mefistofelici tempi dell'ex tubo catodico. Insomma: se la si legge come diretta sostituta della Ventura, Claudia Mori ne esce con le ossa rotte. E non è, ovviamente, questione di musica: se la Ventura ne capiva poco più di un fico secco, si sperava che la Mori potesse tener testa con argomenti e motivazioni sensate a un sempre più strabordante Morgan (ieri sera davvero troppo agitato: prendete provvedimenti, fatelo correre sul tapis roulant di Tommasini prima della diretta), a cui la produzione deve aver evidentemente affidato lo scettro e le sorti del programma. Invece nisba: fra la solita Maionchi e un'imparruccata Molleggiata, era il solito concertino di "sei stato bravo", "mi sei piaciuto" e via ciarlando.

Il ruolo di rompiballe, almeno così pare dalle sottili e però vistose modifiche alla struttura della trasmissione, sembra essere stato affidato al transfugo di Mtv, il dinoccolato Carlo Pastore, "pm" nel processo del sabato. Che però nel corso della serata ha avuto almeno tre sostanziose finestre da cui affacciarsi e sparare su Mister Logorrea, difatti messo alle strette da un giovanotto che sa di musica, non teme la spocchia (forse perché un po' ne condivide i segreti) e, soprattutto, sa parlare l'italiano corrente e sa sfruttarlo per fare ciò che più mette in crisi Morgan: sfidarlo sul proprio campo. O almeno provarci. Vivacizzando il piattume targato Mori-Maionchi. Fatto sta che mai i "pm" del sabato avevano goduto di uno spazio così largo nel prime time. Chissà che non si stia già testando qualche turn-over per l'edizione numero 4...

Venendo alla musica – non dimentichiamoci che X Factor è prima di tutto un programma tv sulla musica, non certo il festival di Castrocaro – c'è da dire che la serata è stata abbastanza molle(ggiata). Scelte abbastanza pacifiche, pochi errori clamorosi e un'eliminazione giustissima: Francesco Gramegna, né carne né pesce, risulta davvero non pervenuto. Fra i migliori, sotto tutti i punti di vista, il "sensibilissimo" Marco Mengoni, novello Prince (più che Jacko) de' noantri, la bootdelicious Ornella Felicetti (ma per favore, trovatele un nome d'arte) che però, ovviamente, Morgan non ha voluto mettere a rischio affidandole una tranquillissima Malo e la Susan Boyle (ok, basta: però, come Pastore, non ci credo che Morgan non c'abbia pensato almeno un attimo al sempre funzionante effetto fenomeno da baraccone) Chiara Barbieri. Perfetta anche la wannabe Valderrama Francesca Ciampa.

Da riascoltare Sofia Xefteris, anche lei caduta nell'insidioso tranello Gianluca Grignani con un Falco a metà davvero anonimo, le bravissime Yavanna, a cui dovrebbero però dire che Enya ha pubblicato il primo disco vent'anni fa (e magari far staccare anche quelle orecchie puntute, ma capisco la voglia di travestirsi da Winx della musica pop: c'è un bel target di preadolescenti, là fuori, che non aspetta altro), il mini-Jagger Silver Barbieri e il sosia di Filippo Timi, l'operaio Damiano Fiorella (che pare il titolo di un film di Elio Petri): gran bella voce e discreta presenza, ma è un concorrente anomalo, quindi andrà confezionato per bene ogni puntata, altrimenti rischiano di farlo fuori.

Guarda le foto di Marco Mengoni

Gli altri gruppi sembra non abbiano un loro perché. Gli Horrible Porno Stuntman sono tre pseudo-rockabilly patinati e anche un po' traccagnotti che vocalmente hanno da maturare tantissimo. Forse troppo. E non hanno nemmeno le facce simpatiche: sembrano tre furfantelli che stanno per fotterti la macchina. Gli A&K, dopo l'esclusione della tontarella Chiara Rigoli (non sapeva che la madre lavorasse in Rai? E dove ha vissuto dalla nascita a ieri?), se la sono cavata anche più di altri, ma si palpa che stanno insieme dall'altro ieri, e il feeling è una cosa preziosa e delicata, viene col tempo e con la comunanza d'intenti, passioni, idee. Rimangono i Neri per caso, i Luana Biz: niente di nuovo sotto il sole spento del Belpaese. Ah no, dimenticavo: a Francesco Facchinetti è cresciuta la barba.

 (foto © LaPresse)

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