Excite

X Factor, la serata delle riscosse inattese

di Simone Cosimi 

Mica facile scrivere un editoriale – che dev’essere al vetriolo, come si dice nel gergo paleo giornalistico – quando si ha di fronte la puntata più riuscita di X Factor 3. Quando quasi tutti i concorrenti hanno azzeccato il pezzo, sputato fuori il meglio di sé e, soprattutto, capito dove diavolo vogliono andare a parare, anche le Gocciole mattutine vanno giù che è un vero piacere. Non è un caso che sia stata fatta fuori la bella Ornella: a parte la spregevole mossa di una sempre più arcigna Mara Maionchi, che ha eliminato una splendida voce per tenere in corsa un cavallo azzoppato come Sofia Xefteris, è uscito il personaggio meno delineato sotto il profilo del percorso artistico. Date pure della morta a Claudia Mori – ieri sera un pericoloso ircocervo fra Moira Orfei e Maria Callas – ma è la prima cosa che ha chiesto all’assetato Morgan appena conclusa l’esibizione della peruvianina: “Che percorso vuoi farle fare?”. La risposta era chiara: quello di casa.

È stata quindi la serata delle riscosse inattese, con buona pace di tutti quelli che, come il sottoscritto, erano arroccati come gufi in finto letargo sul trespolo della polemica. Prima fra tutte quella del mullah Damiamo Fiorella: la sua Redemption song, giustamente lontana anni luce dall’originale (che già era un reggae tutto particolare), è stata perfetta sia vocalmente che nell’interpretazione. Sembrava Bob, si: ma Dylan, più che Marley. In seconda battuta, anche le tanto odiate Yavanna hanno saputo finalmente calibrare a dovere un arrangiamento originale, un po’ alla Battiato, di un pezzo arcinoto come Aria, con un’interpretazione levigata e misurata in ogni passaggio. Baccelli compresi. Così come Chiara Ranieri, checché ne dica quel cocker di Claudio Cecchetto (ma perché i discografici non capiscono proprio un cazzo di musica?): Perdere l’amore sarà pure un pezzo arcinoto, ma cantato in quel mood (volevo scrivere modo, Word ha corretto in mood e mi pare giusto affidarsi alle macchine di tanto in tanto) pareva davvero qualcosa di diverso.

Marco Mengoni da Ronciglione – che non è un frate beatificato di recente dal Vaticano, ma il miglior cantante in gara – è stato assolutamente perfetto in un pezzo da orgasmo multiplo, Psycho Killer: l’unico rischio è che quell’atteggiamento da mezzo rincoglionito che sfoggia per tutta la settimana si trasformi anzitempo in insostenibile spocchia da superstar dei nostri bip. Più che musicalmente, il Mengoni è da tenere sotto controllo caratterialmente. Tuttavia, se continuano a far entrare gente come Mario Spada, ha la vittoria e il contratto chiusi in tasca. Ecco, il povero Spada: tanto m’aveva ben impressionato la scorsa settimana quanto l’ho trovato irrispettoso (se uno ti dice che hai stonato, non puoi dire “capita” con un’alzata di spalle: devi tacere) e insipido in una Crisi impresentabile. In palla anche il cilindrico Silver, che – seguendo i consigli del buon Carcano, il Billy Corgan de noantri – ha sfoderato la sua miglior prova in un pezzo scivoloso come Svalutescion. Francesca Ciampa è stata forse, ieri sera, l’alter ego femminile di Marco: magnifica sotto tutti i punti di vista, anche se il pezzo, The Boy Does Nothing, in qualche passaggio ha rischiato di penalizzarla. Padron Frodo e i Luana Biz non pervenuti, ma salvi per chissà quale scherzo telefonico.

Rimarrebbe da sputare tutto il veleno possibile sui Tokio Hotel, sul pornografico mercimonio che si sta scatenando ormai da troppo tempo intorno a quattro pagliacci vestiti da struzzi, sul tragicomico accoppiamento Bill Kaulitz-Stefano D’Orazio, sulla spietata pedofilia di una società che ruspa senza sosta nel target 6-12 anni, sul batterista che sembra il figlio obeso di mia cugina e, insomma, sulla mestizia mondiale che quella band (band?) riesce a infondermi ogni volta che ne percepisco la presenza ad alcune centinaia di chilometri. Ma è mattina eppure sono già esausto e i Tokio Hotel sono ripartiti alla volta di chissà quale altra sventurata provincia dell’impero. La vita va avanti. Per fortuna senza di loro.

 (foto © LaPresse)

Italia - Excite Network Copyright ©1995 - 2017