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X Factor, un insopportabile big crunch di stupide ciarle

di Simone Cosimi 

Non c’è alcun dubbio: X Factor 3 è l’edizione più noiosa e se penso che mancano ancora otto puntate mi viene la nausea. Dopo l’inatteso picco della settimana scorsa, il talent show è precipitato ieri sera verso i soporiferi lidi di un addormentamento precoce sul divano di casa. Una pesantezza – ormai è un’impresa arrivare a mezzanotte e mezza – generata non certo dai concorrenti, mediamente più preparati dei colleghi degli anni passati, ma dal tragicomico triangolo dei giudicanti (chiamarli ancora giudici fa un po’ ridere).

La questione è chiara: Morgan e Mara Maionchi stanno ormai diventando la barbosissima caricatura di sé stessi. Due improbabili macchiette, che per altro scivolano sempre più di frequente nella volgarità fra parolacce, allusioni e battute di pessimo gusto. Claudia Mori tenta invece di interpretare il ruolo della raffinata frondista interna, quella che ogni quarto d’ora “non ci sta”. Non si sa bene a cosa, ma lei “non ci sta” mai. Manco Oscar Luigi Scalfaro.

Esempio ne sia la sacrosanta eliminazione dell’insipido Mario Spada, uno di quegli anonimi personaggi di cui Morgan periodicamente s’innamora, senza che vi sia alcuna qualità su cui far leva (ricordate l’urlatore Giops?). Nonostante tutto, l’imberbe pseudo-dark avrebbe meritato un giudizio attento e più considerazione: i tre giudicanti si sono invece arrovellati in un insensato battibecco – che come tutti gli altri non porta mai ad alcuna conclusione coerente – cancellando completamente il concorrente.

Qui si nasconde l’autentico rischio di X Factor: l’implosione. Un insopportabile big crunch di stupide ciarle fra gente che – Morgan escluso, ma il suo problema è l’ego – non capisce una ceppa mazza di musica e, soprattutto, dimentica il vero nocciolo del format: la ricerca di una popstar. Non le battute da bar dello sport, col Facchinetti cerchiobottista a servire Cynar.

Come se non bastasse, ieri sera l’accoppiata canzone-interprete è andata raramente a buon fine: Silver sembrava Gianni Morandi e ha anestetizzato una canzone magnifica come Non è nel cuore. Le Yavanna, più che a fare un calendario come ha detto il buon Pastore, finiranno nel cast di uno spettacolo burlesque se non capiscono che il loro impianto armonico non convince, appare sfilacciato e poco potente. Il caso Francesca Ciampa è poi esemplare di come una pessima messa a fuoco artistica, figlia di presunte competenze mai dimostrate sul campo, possa costare cara a una voce talentuosa: ma come si fa a far cantare – senza riarrangiarla sensibilmente – Città vuota di Mina a una che ha la voce black e r&b? Non a caso la povera calabrese ha fatto un bel macello, calante per tutta la canzone, incluso lo stupido flirt con Castoldi.

Poi ancora, mentre la palpebra calava, l’incolpevole pubblico ha dovuto assistere all’ennesima mossa strategica dello stesso Morgan, che ha costruito ad arte un motivo di scontro col vincitore predestinato Marco Mengoni al sol fine di allentare appena l’attenzione sul concorrente, forse ritenuta eccessiva e magari controproducente. Il caso-Mengoni, al contrario di quello della Ciampa, non esiste: è una sciocca sinfonia a due fra un ragazzo che gioca a fare il deficiente e un giudicante che gioca a scacchi. Il pezzo di Nina Simone è stato comunque la cosa più bella della serata, escluso l’inquietante bananone e la scoppiettante performance di Mika.

Quanto agli altri, c’è poco da dire: Damiano Fiorella dovrebbe effettivamente misurarsi su altri terreni, e comincia onestamente un po’ a sfondarci le ciabatte con questo piglio da maudit. Oltre tutto l’esibizione sul pezzo di Vinicio Capossela non è stata impeccabile. I Luana Biz stanno molto dentro alla faccenda, ma non hanno futuro. Sofia Xefteris uscirà alla prossima, ormai sono due puntate che sfiora l’abisso: è limitata, anche se ci crede come un mulo. Chiara Ranieri è bravissima ma non è calda, non emoziona, mi dà la stessa, assolutizzante sensazione di un organo da cattedrale: enorme eppure vuoto. Ma è un problema mio.

Tuttavia la speranza è l’ultima a morire: proprio mentre l’occhio si spegneva, stroncato da troppe chiacchiere e zero contenuti, arrivava una certa Cristiana, new entry della puntata, a instillare nel cuore del sottoscritto una goccia di energia. Voce calda, estesa, femminilissima e più versatile di quella della dipartita Ornella Felicetti, che andrà a riempire tutto quel mondo Whitney Houston & Co, melodico strappalacrime, sguarnito da troppo tempo.

 (foto © LaPresse)

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