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Zero Assoluto, dalla radio alle Lecciso - L'intervista

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La storia degli Zero Assoluto è nata fra i banchi del liceo classico Giulio Cesare.
E' lì, fra le aule e i corridoi di uno degli istituti più famosi di Roma che Thomas De Gasperi e Matteo Maffucci si sono conosciuti.
Lui, Thomas, mamma tedesca e papà sardo, è un ragazzo semplice, affabile che dai suoi 27 anni ha sempre chiesto il massimo, facendo tutto quello che più lo ispirava, con quell'aria un po' distante eppure così intelligente. E poi quella nota tatuata sul ginocchio, a dire tutto, a riassumere in modo così perfetto il ruolo della musica nella sua vita.
L'altro, Matteo, è la metà casinista della coppia. Occhio vispo, muscoli perennemente in azione. Fare amicizia con lui è un attimo, tanta è l'energia che lo pervade. Ti presenti e lui comincia a parlare di tutto, senza freni. Ha il cellulare che gli squilla ogni volta che termina la comunicazione precedente. Eppure le sue parole non sono aria ma hanno del contenuto.
Sono radiosi, gli Zero Assoluto, e ne hanno di motivi.

a cura di Slug

Saranno le vendite, il successo del loro ultimo singolo "Minimalismi" o il fortunatissimo programma radiofonico che presentano su Rtl (Suite 102.5) o forse sarà che sono stati così fortunati a poter esprimere il loro talento hip hop, che un sorriso alla vita glielo devi sfoggiare per forza.
E poi Thomas e Matteo sono veramente simpatici, ragazzi per bene che si divertono da matti a ritrovarsi in cima alle classifiche di vendita con il loro ultimo cd "Scendi". Senza alcun senso di vertigine. Non hanno atteggiamenti da divi o pretese da star.
La loro accolgienza nella Suite è cordiale. L'ambiente è essenziale ma accogliente, con un plasma sintonizzato su Hit Channel, generatore incessante di video a profusione.
E poi pelouche ovunque, carte da regalo strappate e gettate alla rinfusa, biglietti di fans che lasciano il loro numero e sotto scritto "chiamatemi, vi amo". C'è Masino, il dj che li segue da una vita, in maglietta nera, dietro il vetro, di fronte a mixer, cavi, luci rosse e schede audio, a dirigere Thomas e Matteo nella conduzione del loro programma radiofonico.
L'ospitalità degli Zero Assoluto è tale che tutti sono invitati a partecipare in studio, basta seguire delle regole che loro dettano durante il programma. "Portare da bere", è la più importante.
Il posto non è così grande ma 40 metri quadri li raggiunge senza problemi.
Ed è qui che, accomodati su delle poltoncine piuttosto scomode, parte l'intervista ad una delle più interessanti, intelligenti, seguite e sponsorizzate band del panorama romano.

Entriamo subito nel vivo, come stanno andando le vendite del cd?

T: Molto bene, ben oltre le nostre previsioni. Siamo arrivati a 25.000 copie nonostante la crisi che sta vivendo l'industria discografica. Evidentemente è stata premiata la nostra strategia che ha voluto la vendita del cd a 12 euro, anzichè i classici 20/21 euro.

Nel cd avete messo anche tre video
M: Si, ed è stata una scelta a mio parere molto azzeccata. Il dato di vendite è sconvolgente per quanto riguarda il mercato italiano, soprattutto se pensi che il disco d'oro ormai si dà a 50 mila copie. Poi, calcolando che il cd era comunque autoprodotto, non ci aspettavamo un simile risultato.
Ora la speranza è quello di aumentare ulteriormente la cifra, visto che da poco abbiamo lanciato il nuovo singolo "Minimalismi".
La cosa positiva di non essere sotto contratto con una multinazionale discografica e la bellezza di essere autoprodotti è il fatto di poter portare avanti il progetto di un album per più tempo e quindi magari frazionare le vendite senza urgenze impellenti o regole del tipo "più introiti possibili, nel più breve tempo possibile". La promozione del cd ce la regoliamo da soli, nelle modalità che riteniamo più opportune.

Quando è uscito "Scendi"?
T: A luglio, una data sbagliata in teoria. Invece, grazie alle due ore giornaliere di radio Hit Channel prima e di Rtl Suite 102.5 poi, abbiamo comunque acquistato una certa fama come personaggi. Inizialmente temevamo una sorta di "conflitto di interessi" poi però, visto che la musica la suonavamo già da prima e visto che l'approccio alla radio è molto differente, ci siamo trovati benissimo a gestire ambedue le nostre attività.

Quali sono le canzoni del cd alle quali vi sentite più legati?
M: Tutte. Quando per due anni e mezzo sei impegnato nella produzione di un disco ti ritrovi inevitabilmente affezionato a tutti i suoi brani. Senza distinzioni.

T: Le canzoni di Scendi ormai fanno parte di noi. Mezz'ora, ad esempio, mi regala sempre qualcosa di nuovo, nonostante l'abbia sentita migliaia di volte.

Due anni e mezzo per registrare un disco è un bel po' di tempo. Come mai ci avete messo così tanto?
T: Il motivo principale è che non avevamo una casa discografica e quindi non c'erano i soldi per farlo uscire. E poi c'era il problema dell'appagamento. Ogni volta che eravamo sul punto di chiudere, ci veniva sempre in mente un nuovo pezzo che volevamo aggiungere. Alla fine, dopo aver inserito Mezz'ora, ci siamo imposti di concludere i lavori.

Parliamo della vostra etichetta discografica.
M: Si chiama Aroma ed è uno dei rami della nostra società principe, La Sugo, con la quale promuoviamo altre attività artistiche, non solo musicali.

Ma ho letto che per un certo periodo siete stati legati anche alla Universo Spa. E' vero ?
M: Si, era la casa discografica con la quale stavamo prima ed è legata alla Sony. Con loro abbiamo un contratto di licenza. Il nostro distributore è la Sony mentre il mediatore è la Universo, per intenderci.

T: Il discorso della distribuzione è fondamentale per qualsiasi artista. Si sa che le case discografiche hanno grossi problemi ma senza una società che ti distribuisce il prodotto nei negozi, non hai speranze di farti conoscere. Come faresti a venderlo?

Eppure il fatto di essere indipendenti dà una grossa mano nel non avere alcun tipo di vincolo creativo...
M: Concordo. Il fatto di poter suonare quello che vuoi è un fattore determinante ed è un privilegio sapere di aver venduto 25mila copie con un disco che hai pensato, sognato e ragionato esclusivamente con la tua testa, senza intromissioni esterne. La cosa che ci sorprende è quanto la nostra musica riesca ad essere trasversale.

T: Stiamo riscontrando un successo inaspettato non solo fra i ragazzi, ma anche fra persone più adulte. Questo è molto importante e ci inorgoglisce.

Facendo un giro su internet, leggendo i commenti dei vostri fan sui forum creati appositamente per voi, si ha come l'impressione che voi siate più ammirati che ascoltati...

M: Non credo sia così. Minimalismi (il loro ultimo singolo, ndr.) è stato uno dei pezzi più passati da tutte le radio, Mezz'ora è stata il successo dell'estate. Non direi, dunque, che siamo solo ammirati, anzi.
Sicuramente la radio ci aiuta ad avere un rapporto più diretto con i nostri ascoltatori i quali, parlando con noi tutti i giorni, riescono a superare quella sorta di "timore" che hanno nei nostri confronti.

T: E' ovvio che facendo radio tutti i giorni ci facciamo conoscere anche come persone, non solo come musicisti. La gente guarda i nostri video e ci vede per come siamo. Questa è una cosa assolutamente positiva. Noi abbiamo un rapporto diretto con i nostri ascoltatori, un rapporto che arriva da più direzioni, quella radiofonica, televisiva e musicale.

M: Il forum a noi dedicato su internet è nato spontaneamente. Una buona parte dei fan che lascia i messaggi lì ci segue da molto tempo.
Noi siamo partiti come dj, la radio ci ha aperto nuovi orizzonti e ci ha permesso di parlare e di avvicinarci ai nostri ascoltatori.

Nei vostri testi parlate soprattutto di feste, amicizia, amore, divertimento. La politica è un tema che non avete mai trattato. Come mai?

M: E' una questione di onestà. Non credo che quello che penso io sulla politica possa interessare veramente tutti e, ancora più onestamente, il nostro tentativo è quello di coinvolgere con la nostra musica quanta più gente possibile senza, però, sfociare nel motivetto da spiaggia usa e getta.

T: La politica è un argomento talmente importante da non poter essere mischiato a temi più allegri e scherzosi. Non si può fare un calderone, un miscuglio senza capo nè coda. Della politica o ne parli con cognizione di causa, oppure è meglio che lasci perdere.

La domanda è collegata a quello che è successo in America con la scelta di alcuni grandi artisti di scendere in piazza per manifestare il loro appoggio a Kerry durante le presidenziali. Mi riferisco a gente come Springsteen, Lou Reed e altri. Secondo voi una cosa del genere potrebbe accadere anche in Italia?
M: In realtà già accade. Durante il periodo di campagna elettorale nei comizi si assiste spesso all'esibizione di artisti che si sposano alla causa politica di questo o quel candidato. Ovviamente il contesto è differente. In Italia non ci sono i coriandoli, i megapalchi, gli schermi al plasma e tutti quegli elementi di spettacolarità tipicamente americana.

Avete collaborato con molti artisti, fra i quali Guido Elle, artista con il quale avete scritto una canzone intitolata "In caso di neve". Ne avete altre in cantiere?
M: Guido è uno dei miei migliori amici. Anche lui, come noi, ha sempre fatto della musica la sua ragione di vita. La canzone a cui ti riferisci è nata per scherzo, da un progetto che avevamo di farci una settimana bianca insieme. Poi lui ha deciso di farla girare per i vari circuiti discografici ed è stata scelta per fare da sottofondo ad una fiction per la tv.
Nel nostro disco c'è una canzone ("Delirio") nella quale ha collaborato Ash degli Almamegretta.
Calcola che noi siamo un gruppo hip hop quindi le collaborazioni sono all'ordine del giorno.

Un artista con il quale vi piacerebbe collaborare?
T: Direi Niccolò Fabi o Niccolò Agliardi
M: C'è tutta una corrente giovane che sta venendo fuori, una nuova generazione di artisti molto validi ed acuti nelle liriche. Mi riferisco a Max De Angelis, ad Agliardi, a Guido Elle. Era da tempo che non si vedeva una tale quantità e qualità di artisti emergenti.

Avete in programma progetti paralleli o solisti?
T: Progetti solisti non credo proprio. Ci mancherebbe il tempo materiale per realizzare un'idea simile.
M: Le idee comunque non ci mancano. Calcola che con la nostra società, La Sugo, abbiamo numerosi progetti attivi e non tutti inerenti alla musica. Ad esempio, stiamo lavorando ad alcuni format televisivi davvero interessanti.
E poi abbiamo il nostro programma radiofonico a Rtl. Insomma, non si può dire che la nostra sia una vita vuota. Tutt'altro.
T: Siamo molto operativi anche sul versante musicale, attraverso la vendita e la promozione di prodotti musicali di alcuni artisti.

Quando vi vedremo in tv?
M
: Siamo stati pochi giorni fa a Cd Live, a Top of the Pops e a Video Italia dove abbiamo registrato un concerto di un'ora.
T: Abbiamo partecipato anche al programma "Milano Rock in Fashion", una serata divertente e particolare con gruppi musicali abbinati a degli stilisti...

Invece dal punto di vista live?
M: A settembre abbiamo concluso un tour che ci ha portati in giro per tutta l'Italia. Un'esperienza magnifica, davvero. Solo che ora è anche giusto prenderci una piccola e meritata pausa.

Matteo, tu hai pubblicato anche alcuni libri. Come ti trovi nelle vesti di scrittore?
M: Scrivere è da sempre una mia passione ed ho un grandissimo rispetto per chi lo fa come lavoro. Diciamo che per me è più un divertimento. Fra poco uscirà in libreria il mio terzo romanzo, "Spilberg ti odio". E' una storia un po' folle, particolare. Assolutamente demenziale.

Ho letto su internet che la prima canzone che avete composto è stata al liceo e si chiamava "Bastardo". E' vero?
Risate
M: Pensa che noi ci siamo conosciuti con quel pezzo.
T: E' vero. Immagina la scena: eravamo gli unici due nuovi studenti in una classe che già c'era da qualche anno. Tutti ci guardavano storto. Ci siamo seduti allo stesso banco e, non sapendo che fare, abbiamo tirato giù i testi e le musiche di questo pezzo assolutamente senza pretese. Ovviamente non ci saremmo mai aspettati di vedere un giorno la nostra passione trasformarsi in un lavoro.
M: E' stato un percorso non indifferente quello che ci ha condotti un giorno a scoprire il vero hip hop.
T: Diciamo che noi siamo cresciuti con il rap. Poi abbiamo svoltato verso l'hip hop, osservandolo dal lato dell'ascoltatore. Poi, quando abbiamo cominciato a destreggiarci abbastanza bene, ci siamo avventurati nell'arrangiamento di alcuni pezzi, rendendoli più acustici e meno elettronici. E alla fine abbiamo creato un sound che ci appartiene e del quale andiamo molto fieri.

Avete detto di aver girato l'Italia in tour per tutta l'estate. Qual è il posto che vi è rimasto nel cuore?
M: Tropea. Un posto clamoroso. 30 mila persone incastonate in un luogo da sogno. Una montagna in mezzo al mare illuminata di rosa, con il paese a picco sul mare e ovunque ti giravi vedevi gente che cantava i nostri pezzi. Un'esperienza davvero unica, roba da mozzare al fiato, davvero.

Se non sbaglio, siete stati anche al Festivalbar...
M: Si, abbiamo partecipato alla tappa di Iesolo ma lì c'era tutta un'altra atmosfera. L'abbiamo vissuta con un altro stato d'animo. E' stato il coronamento di un sogno.
T: Paradossalmente è stata una mezza delusione. Voglio dire, partecipare ad un evento come il Festivalbar è l'obiettivo di ogni gruppo. Poi, però, proprio come ogni sogno che si rispetti, una volta che si realizza si dimostra una mezza delusione.
Aver vissuto l'esperienza di Iesolo ci ha comunque dato una bella soddisfazione personale.
M: Posso dire in tutta onestà che al Festivalbar ci tremavano davvero le gambe. E' stata un'esperienza davvero estrema. Eravamo tesi come poche altre volte in passato.
T: Ricordo che durante le prove del pomeriggio non sentivamo nulla. Avevi dei tempi ridotti visto che in una serata erano concentrati molti artisti. Dovevi essere operativo e concentrato.
A vederlo in tv il Festivalbar è magnifico, le sensazioni sul palco, invece, sono diverse.
Detto ciò, è stata comunque un'esperienza speciale che difficilmente dimenticherò.

C'è un artista con il quale avete suonato o che avete conosciuto che vi ha colpito in modo particolare?
T: Beh, sicuramente Avril Lavigne per la sua altezza ridotta (ride, ndr). E' alta meno di un metro e mezzo, una cosa impressionante. Scherzi a parte, direi Alex Britti. Il suo modo di suonare mi ha emozionato. E' stata una vera sorpresa.
M: Per quanto mi riguarda, direi Seal e Leroy dei Prodigy, due artisti assoluti.

Parliamo un po' di radio e del programma che state conducendo su Rtl, Suite 102.5.
M: Il nostro esordio è targato Hit Channel, il canale satellitare di Rtl. Dopo siamo passati ad realtà diversa, quella della suite, alla quale ci sentiamo molto affezionati. Qui abbiamo la possibilità di fare un programma costruito su di noi.
Ovviamente siamo ben consci del fatto che questo privilegio ha i suoi pro ma anche i suoi contro. Ci arrivano molti complimenti ma anche critiche, a volte feroci. Fa parte del gioco, comunque. Suite 102.5 è un programma onesto, basato sulla spontaneità, con delle idee carine.
Quello della radio è un mondo particolare, nel quale c'è bisogno di imparare delle tecniche di comunicazione che ti permettono poi di avere delle risposte da parte degli ascoltatori. E' una sorta di scuola nella quale puoi scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo.
T: A livello di ascolti, il programma va molto bene. Abbiamo la fortuna di trasmettere in una fascia oraria ideale (dalle 21 alle 24, tutti i giorni dal lunedì al venerdì, ndr.) che ci regala una grossa "visibilità".
M: Il nostro merito sta anche nel fatto di esser riusciti ad avvicinare molti ragazzi ad una radio che fino a qualche tempo fa aveva solo ascoltatori più adulti.

Che rapporto avete con la musica?
M
: Un rapporto vitale. Ovviamente ascoltiamo molta radio ma divoriamo anche montagne di cd. Io personalmente compro dischi a profusione. Non scarico nulla da internet, mi piace avere per le mani un prodotto originale con il libretto e la serigrafia sul cd. Sono un maniaco di queste cose.
T: Io invece non ho problemi a scaricare musica. A me piace molto esplorare generi nuovi ed artisti sconosciuti. Vado alla ricerca di pezzi particolari, fuori dal comune, roba che in radio non si ascolterà mai.
Da casa preferisco tenere spenta la radio e affidarmi ad altre fonti per trovare prodotti alternativi, meno commerciali. Alle volte mi collego alle radio sul web per scoprire artsti che magari in Italia ancora non sono arrivati.
Ovviamente le grandi radio hanno bisogno di abbracciare un'utenza quanto più vasta possibile e quindi alla fine mandano brani "commerciali". Sul web, invece, trovi prodotti più di nicchia.

Quanta libertà avete nella scelta dei pezzi da mandare durante il vostro programma?
T: Il nostro compito è quello di portare idee, spunti, consigli al fine di migliorare un programma destinato ad un pubblico giovanile. Alla fine, però, l'ultima parola spetta ad Rtl. Noi siamo i conduttori della Suite, non i proprietari.

Vi piace assistere ai concerti? Ci andate spesso?
M
: Ci andavo spessissimo. Ora ho molto meno tempo per farlo, visto anche l'orario nel quale andiamo in onda. Ne avrò persi una miliardata...
T: A me piace tutto ciò che è spettacolo, dai concerti al cinema. Soprattutto il cinema.

Avete degli idoli musicali ai quali vi ispirate?
M: Guarda, comprando una miriade di cd, mi ritrovo ad andare a periodi. Più che un artista, preferisco dirti che il genere dal quale non mi dividerei mai è il rap, il mio primo amore. In queste settimane sto ascoltando Damien Rice, The Streets e li trovo magnifici.
T: Per me, invece, gli idoli più importanti ed irraggiungibili sono quelli che non ci sono più. Mi riferisco a Tupac Shakur, Notorius B.I.G., gente che ha fatto la storia del rap e che se n'è andata prematuramente.
Ognuno di noi ha dei punti di riferimento musicali, artisti ai quali è particolarmente legato. Eppure definire una persona un "idolo" è forse un po' troppo. Io poi, che ascolto molta musica "nascosta", difficile da reperire, ho difficoltà a definire un nome ed assolciarlo ad un idolo. In giro ci sono molti artisti validi che meriterebbero più attenzione di quella che hanno attualmente ma pagano lo scotto di comporre musica alternativa, lontana dalle masse.

Leggete molto?
M: Io leggo moltissimo ed ho la fortuna di farlo ad una velocità spaventosa.
T: Matteo è incredibile. Ha un vero dono di natura. Alle volte mi fa paura... Riesce a leggere al triplo della velocità normale. E' capace di finire un libro in un'ora e mezza. Una volta abbiamo cronometrato la media di pagine che riusciamo a leggere in un'ora: io 33, lui 100. E' pazzesco!

E che genere letterario preferite?
M: Leggo di tutto. Ad esempio trovo clamorosamente bello il libro di Richard Manson, "Anime alla deriva", poi "La fortezza della solitudine" di Jonathan Lethem, un altro titolo che consiglierei a chiunque.
T: Io invece vado per i classici romanzoni, i thriller americani. Mi piace la lettura divertente, quella non eccessivamente impegnativa.

E il cinema?
T: E' la mia passione, soprattutto le commedie e in genere tutti quei film che finiscono con il lieto fine. Secondo me i finali a sorpresa sono la rovina del cinema. Preferisco un film ripetitivo che propone gli stessi concetti in maniera simpatica e alla fine termina bene, piuttosto che un film che cerca di stupirti e per farlo disintegra tutta la trama con un finale che non c'entra nulla.
M: A me i finali a sorpresa piacciono. Si nota molto che abbiamo gusti drasticamente opposti?

Insomma, vi piace la musica, vi piace il cinema, la lettura e i viaggi. Ma dove lo trovate il tempo per fare tutto questo?
M: E' tutto un fatto di programmazione. Con gli anni abbiamo affinato alcune tecniche per gestire al meglio i nostri hobby.
La verità è che lavoriamo molto, ci spacchiamo le ossa ma lo facciamo con il sorriso sulle labbra. Le soddisfazioni che riceviamo ci ripagano di tutti gli sforzi.
T: Sono d'accordo. Siamo fortunati a fare un lavoro che ci piace da morire e quindi la stanchezza quasi non la sentiamo. E poi quando vedi che una cosa che hai sempre desiderato fare sta andando alla grande, non puoi che sentirti orgoglioso.
L'amicizia che ci lega, poi, ci permette di affrontare gli impegni divertendoci alla grande.

Come definireste la vita di un musicista?
M: Piacevole. Grandiosa, anzi. Ho imparato a diffidare di chi dice che lo stress è l'elemento portante della vita di un artista. E' vero, gli impegni sono molti e a volte lo stress è elevato ma è un mestiere che ti permette di fare cose che con altri non potresti permetterti.
T: Noi, poi, siamo ancora più fortunati perchè oltre a fare la musica, siamo impegnati anche con la radio e quindi entriamo in contatto ogni giorno con un sacco di gente nuova. Se fai solo musica, in realtà, corri il rischio di chiuderti in uno studio di incisione, alienandoti da tutto il resto.

Parliamo dei vostri video. Personalmente ho trovato splendido quello di Mezz'ora, soprattutto per la location.
M: Sembra il Marocco, invece è stato girato interamente in Sardegna. Ne andiamo molto fieri perchè siamo riusciti a trasmettere l'idea che volevamo dare, quella di un videoclip "on the road".

E invece Tu come stai ha tutto un altro taglio...
M: Lavorazione impressionante, quasi drammatica per un risultato davvero positivo. In realtà quello non è un video ma è la somma di più di 2800 foto digitali che scorrono l'una dopo l'altra dando l'impressione di quei libricini che si animano se uno scorre velocemente le pagine.
T: Pensa che per realizzarlo abbiamo impiegato 18 ore di lavoro continuative. Una cosa devastante. Tutto questo è nato dalla creatività indotta da un budget praticamente nullo.
M: Tu come stai ha vinto anche un premio come miglior fotografia al Mei, il Meeting delle Etichette Indipendenti. Quel premio ce lo siamo davvero sudati.

Nell'Ultimo Capodanno, il vostro primo video, appare anche Totti in un cameo. Come è nata l'idea?
M
: E' nata casualmente. Sai quando sei ragazzino e ti chiedi: "Chi può salvare la Terra dalla fine del mondo?"
T: Totti
M: Ecco, appunto. Anche in quel caso le riprese sono state molto complesse. Per fare tutto il video ci abbiamo messo due giorni e poi abbiamo dovuto attendere un mese per andare a Trigoria e fare mezz'ora di riprese.
T.: Poi calcola che Totti era già una "divinità" romana, anche se non ancora internazionale. Oggi rifare una cosa del genere sarebbe impossibile.
M.: Poi nel video c'erano anche Di Francesco, Cafù, Tommasi e Delvecchio che "aiutarono" con la loro presenza a rendere piuttosto popolare il video. Finimmo anche su Mtv e alla fine vincemmo un premio.

Aneddoti curiosi da raccontare?
M: Quando registriamo i video, ci divertiamo da pazzi perchè partecipiamo attivamente alle riprese, apportando cambiamenti e nuove idee, analizzando le scene e tagliando quelle che non ci piacciono. Li viviamo fino in fondo.
Quando siamo andati in Sardegna, l'abbiamo girata più o meno tutta per 4 giorni prima di capire quali erano i posti migliori e l'abbiamo fatto con la stessa Jeep che appare nelle riprese.
T: Una Jeep scappottata che solo l'ultimo giorno abbiamo capito che si poteva richiudere. Risultato? Quattro giorni in giro bardatissimi con sciarpe, cappelli e guanti, nonostante fosse quasi estate.
M: La sera le temperature erano terribilmente basse!
T: Un po' di tempo fa registrammo il video di un pezzo chiamato "Come voglio" e lo registrammo a Cinecittà sul set di un film di Bellocchio. Immaginati la scenografia... pazzesca! Peccato che l'Universal lo ritirò quasi subito perchè, ci disse, "aveva altre priorità".

Che opinione vi siete fatti del panorama musicale italiano di oggi?
M: E' un panorama vivo, in continua evoluzione. Ci sono dei gruppi che stanno venendo fuori, volti freschi, giovani, che faranno di sicuro molta strada.

Eppure abbiamo visto come in questo periodo ci siano sempre più artisti che durano lo spazio di un singolo o di un tormentone...
M: E' vero, ma questo accade da sempre, non solo in questi ultimi anni. Ci sono molti artisti che vivono sulle spalle di una sola canzone che ha avuto successo e che gli dà da mangiare per anni e anni. Mi vengono in mente ad esempio i Fools Garden e la loro Lemon tree.
Comunque la filosofia attuale delle case discografiche è la seguente: "Puntiamo su una canzone, pubblichiamo un singolo e vediamo come va. Poi ne riparliamo".
T: Esatto. La major discografica è un'azienda e come tale preferisce fare grossi investimenti puntando sui grandi nomi, quelli che poi porteranno un ritorno economico consistente e sicuro. Ovviamente, i soldi a disposizione dei "piccoli nomi" si riducono al lumicino e bastano appena per produrre un singolo o un video. Se poi la scommessa sarà vinta, il rapporto continuerà, altrimenti terminerà con perdite contenute.
M: Il discorso non è universale perchè poi accanto ad artisti emergenti seri che meriterebbero più considerazione, ci sono altri personaggi che fanno uscire una canzone e lì si fermano perchè non hanno più niente da dire.

Cosa ne pensate dei software P2P e di tutti gli strumenti che permettono di scaricare musica gratuitamente dal web?
T: Parto da una premessa obbligatoria. Matteo da solo tira avanti il mercato della musica italiana comprando tutti, ma proprio tutti, i cd che gli piacciono. Non so, gli viene in mente il nome di un artista? Va in un negozio e si compra tutto su di lui. Di questo io gliene sono grato perchè attingo a piene mani dalla sua collezione, soprattutto quando siamo in viaggio, in macchina.
Io personalmente sono sempre stato un appassionato di computer e sono un esperto di software P2P. Sono uno che scarica abbastanza, lo ammetto. E sono anche d'accordo con chi scarica musica da internet. Il motivo è facile: i cd costano troppo ed è questo uno dei motivi per cui i cd non si vendono più.
Se il sistema andasse come dovrebbe andare, sei cd costassero di meno, o perlomeno il giusto, la gente lo capirebbe e forse aiuterebbe il mercato discografico, evitando il mercato nero della musica venduta sui marciapiedi.

Quindi tu dici che se una casa discografica mettesse un cd in vendita a 5 euro, la gente lo comprerebbe anzichè scaricarlo gratuitamente da internet...
T.: Forse sì perchè avere un cd originale è un feticcio comune, dal quale è difficile separarsi. Avere un prodotto originale fra le mani, con il libretto e la copertina dà comunque una soddisfazione maggiore di avere un triste e freddo dischetto masterizzato, senza nemmeno una custodia.
Per come sono fatto io, se un cd mi piace me lo compro, altrimenti se di un album mi piace un solo pezzo, allora lo prendo dalla rete.
La goduria dello scaricare i pezzi da internet sta nel fatto di poterlo fare in pochissimo tempo: ti viene in mente un brano e dopo un attimo ce l'hai.
Questa tecnologia dovrebbe essere sfruttata per rendere il download una cosa giusta e legale. In tal senso ho molto apprezzato la mossa strategica della Machintosh che ha sfruttato l'idea dei P2P creando iTunes, uno strumento per me assolutamente corretto e a passo con i tempi.
Grazie a questa nuova tecnologia puoi scaricare i brani che più ti piacciono a meno di un euro l'uno, realizzando una compilation su misura per te. Tutto questo processo è perfettamente legale visto che con quei pochi soldi ci paghi il diritto d'autore.
Quante volte in Italia lo Stato ha cercato di limitare il diffondersi dei software P2P? Eppure non ha capito che gli sforzi sono inutili. E' impossibile arginare questo fenomeno perchè per ogni server che blocchi, ce ne sono altri 10 che nascono. Dopo un po'diventa una sorta di sfida per vedere chi è il più forte.
E allora, anzichè combattere un sistema ormai diffusissimo, è più giusto cercare di indirizzarlo verso la legalità, sfruttandone i suoi benefici.
D'altronde come puoi pretendere di vendere un album a venti euro se un cd scaricato da internet e masterizzato ti viene una manciata di centesimi?
Comunque internet rappresenta anche una vertina che, soprattutto di questi tempi, dà la possibilità a molti gruppi di mettersi in mostra.
Ovviamente tutto quello che ci siamo detti non fa il gioco di un mercato discografico comunque malato.
Ho molti amici che hanno tutti i cd, tutti i live, tutta la discografia completa ed originale dei loro artisti preferiti e lo fanno per supportarli. Quando però si accorgono che in realtà comprando tutto nei negozi non stanno facendo un favore all'artista stesso ma alla sua casa discografica che poi utilizza i loro soldi in un modo non idoneo, allora cambiano strategia.

M: Secondo me il fenomeno dei P2P è legittimo almento quanto inarginabile. Si dovrebbe solo trovare un giusto compromesso con la giustizia del diritto d'autore.
Sono invece assolutamente contrario alla pirateria di cd masterizzati a fini di lucro che trovo ingiusta e intollerabile.

Chi ha realizzato il vostro sito ufficiale?
T: Sono stato io.

L'ho trovato molto carino, solo che mancano gli mp3. Ce li metterete?
T: Si, mi serve solo un po' di tempo libero e poi metteremo su qualcosa. Credo daremo la possibilità di ascoltare alcuni brani, oppure metteremo un player che manderà 30 secondi di ogni brano. Insomma, ci dobbiamo ancora pensare.
L'elemento positivo del sito è che è semplice ma efficace. C'è tutto l'essenziale senza inutili esagerazioni.

Come mai così pochi gruppi seguono la strada che avete intrapreso, ossia quella di vendere i cd a prezzi accettabili?
M: Perchè pochi gruppi possono permettersi di essere indipendenti e quindi non sono loro a decidere la politica di vendita ma la casa dscografica. E' pur vero che comunque ai giorni d'oggi i cd costano un po' meno. Non tanto, ma leggermente di meno.

Descrivetevi con tre attributi vicendevolmente:
T: Ah che bello. Useremo la massima violenza, ovviamente (ride, ndr.).
M: Thomas è assolutamente ritardatario, fondamentale per il mio equilibrio psicologico e geniale.
T: Beh. Matteo è una persona molto creativa, iperattiva, quasi nevrotica e comparativo. Cosa vuol dire comparativo? E' un po' come dire "compensativo".
M: La verità è che abbiamo caratteri talmente opposti che si compensano a meraviglia.

Ultima battuta dedicata al fenomeno Lecciso, cosa ne pensate?
M: La spiegazione migliore l'ha data Max De Angelis. Sarebbe bello dedicare tutto il tempo dato a queste Lecciso a tante altre persone che forse qualcosa da dire ce l'hanno per davvero. E questa non vuole essere una forma di gelosia. Questo fenomeno che sta nascendo è davvero irritante.
T: Personalmente non vedo un motivo valido per cui se ne debba parlare. E' una cosa che non ha senso.
M: E poi basta definire le Lecciso come un fenomeno trash. Non c'entra nulla, è tutta un'altra cosa. Qui siamo di fronte ad un qualcosa di brutto, e basta.

Gli ascolti, però,  dicono altre cose...
M: I picchi di ascolto sono dovuti solo alla curiosità che suscita la storia fra Loredana e Al Bano. Quello che le Lecciso non sanno è che tra un mese ci saremo tutti stufati di loro e nessuno se le ricorderà più. Loro soffriranno questa mancanza di attenzione poichè assolutamente impreparate ad affrontare tutto ciò che gli sta accadendo e non riusciranno più a rientrare nel mondo dello spettacolo. Si bruceranno, è inevitabile. Sono pronto a scommetterci quanto vuoi.

L'intevista finisce assieme al programma. Dj Masino si congratula un po' con se stesso: "Mi piace un sacco quando terminiamo allo scoccare esatto della mezzanotte", e un po' con Thomas e Matteo che ricambiano.
L'aria di festa che si respira non si interrompe neanche quando ormai la notte è entrata nel vivo e la stanchezza comincia a bussare.
Si spengono le luci, si scendono i tre piani di scale e siamo di nuovo fuori, all'aria aperta.
Gli Zero Assoluto la vivono così la loro giornata, con una serenità d'animo da far invidia, senza sfaceli, senza divismo. La loro semplicità viene fuori ad ogni gesto, ad ogni frase, anche quando, fuori dai cancelli di Rtl, ci sono ad attenderli una ventina di fan incalliti (accade tutte le sere, "e non sono mai le stesse persone") che, alla faccia del freddo e dell'ora, li aspettano lì trepidanti, felici di poterli vedere dal vivo, di fare un sorriso a quei volti e a quelle voci che ogni giorno gli tengono compagnia e li fanno sentire parte di un qualcosa. Thomas e Matteo firmano autografi, si fanno fotografare senza battere ciglio, chiaccherando con loro, come se si fosse dentro ad un pub, davanti ad un boccale di birra, mimetizzandosi fra loro.
Si fermano per un attimo anche alcune le auto, giusto il tempo per ascoltare i passaggeri intonare il ritornello di Mezz'ora.
Purtroppo siamo ai saluti. E' già ora di ripartire. Destinazione Milano, Pop of the Pops e Cd Live.
Matteo se ne va sgommando con la sua Rover. Thomas resta a chiaccherare con Claudio, suo amico di vecchia data e qualche altro fan.
Gli Zero Assoluto si dividono, ma solo per qualche ora. I fan possono dormire sogni tranquilli.

In rete:
- Il sito ufficiale degli Zero Assoluto
- La gallery degli Zero Assoluto

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